Trattare il dolore da lontano

Molto spesso le persone si rivolgono presso terapisti di Metodiche Bionaturali perché avvertono dolore, che non risolvono con terapie comuni, in punti specifici; altrettanto spesso rimangono stupite dall’approccio che il terapista segue per trattare il dolore, lontano dal locus dolendi.

Bisogna tener presente che il dolore non è la causa del disequilibrio, ma la manifestazione dello stesso. Inoltre molte volte la parte dolente è difficile da trattare direttamente perché sensibile, irritata e gonfia; per questo motivo l’approccio sarà “lontano” dalla parte in questione.

Si ricercano punti e/o zone riflesse, agopunti o meridiani interi secondo diagnosi di movimento e di localizzazione, muscoli che interessano la parte distale di una fascia ecc. Questo tipo di approccio mira a ristabilire i regolari flussi eliminando i ristagni, partendo da quelli energetici, passando per quelli circolatori e linfatici, ma anche i flussi delle catene di movimento eliminando limitazioni articolari e miofasciali lontane dalla zona in esame.

Tutte le metodiche bionaturali concordano con questi principi di corrispondenza e connessione dell’intero organismo. Ecco perché si tratta un mal di schiena sul torace o sull’addome; per un mal di testa si lavora sui piedi; per un dolore al ginocchio si può pensare al ginocchio del lato opposto o addirittura al gomito del lato opposto; per disturbi cutanei e quindi “esterni” si può pensare di trattare l’interno disintossicando l’organismo e così via, si potrebbero fare tantissimi esempi.

Parliamo di principi antichi di cui siamo a conoscenza grazie ai medici e studiosi di epoche remote.

Come afferma la Medicina Classica Cinese “tratta la destra con la sinistra, l’alto con il basso, l’avanti con il dietro”.

Dario Turi, Naturopata.

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